Quando ho iniziato seriamente ad occuparmi di Arte, riducendo ogni altra attività al minimo vitale, la priorità immediata è stata quella di realizzare manufatti con l’obiettivo di incidere con una “Propaganda Emozionale” legata ai fatti socialmente in cronaca. Uno spirito interiore, rivolto il più possibile verso l’esterno, si è fatto strada nel mio mondo creativo. Perseguendo questo fine, i modus operandi si sono rivelati molteplici, diversi per ogni tema che mi ha coinvolto.
Cerco i materiali adatti alla fruizione del gesto, all’azione senza forzature; per ampliare il più possibile un orizzonte sempre più lontano (il presente ed il futuro) che va responsabilmente osservato e mai perso di vista.
Quindi osservo, a lungo. E sono devastata all’idea di essere solo stata molto fortunata ad essere parte di una società dove posso andare a dormire senza un’arma accanto, dove tutti i giorni della mia vita posso mangiare più volte al giorno, dove posso essere curata da una sanità pubblica (Anche se, negli ultimi anni, molti non sarebbero d’accordo, con la mia piena comprensione).
Questa stessa società, però, è anche quella che sta devastando altre risorse, umane e ambientali, che inevitabilmente si piegherà alle diverse sorti dell’economia globale. Specie nella prosecuzione delle guerre in atto.
Al momento sono e mi sento così fortunata che la voglia di impattare con questo scopo si è fatta strada irrompendo come la rottura di una diga; senza freni, senza ostacoli, senza filtri. Ne è venuto fuori quella che si potrebbe definire Arte Sociale nella sua accezione prettamente Politica. O qualcosa che si avvicina molto a questa definizione, arrecando un fastidioso disturbo concettuale a coloro che ancora ritengono che l’arte debba essere elitaria, lontano dall’umano prosaico.
Io sono una neofita in questo senso- così ho cominciato a studiare, conoscere, interiorizzare, a guardare con occhio critico, ad imparare a tradurre le opere d’arte (e le azioni) che quest’arte produce. Ci sono molti artisti, conosciuti o meno, che si rendono consapevoli delle loro azioni, che si responsabilizzano rispetto al mondo, e scelgono di praticare apertamente la denuncia politica; video, azioni performative, quadri, aiuti reali.
Vi racconterò questo presente ricchissimo, prendendo spunto proprio dalle letture macinate nel tempo,
“Terra violata, abusata, deformata, prosciugata, rivestita di cemento, mattoni e metalli, costruiti da uomini orbi al futuro. Il peso dei prodotti dell’uomo ha superato tutta la biomassa della terra: è una torre di Babele fredda e morta che comprime animali e piante in spazi sempre più limitati. La torre sta per chiudersi e costringe la biomassa a sopravvivere nelle aree delimitate dall’uomo; un isolamento forzato che la natura non sopporta. Così essa ribolle, come il magma, e assume forme inaspettate e violente. Antropocene, l’era dell’homo sapiens: il prossimo futuro non è consumare, ma preservare“.
Questa opera, creata nell’ambito dell’Arte Contemporanea ed esposta alla 6a collettiva di Wunderkammer 2023, Verbania, si compone di un breve video creato con la grafica digitale. Il concetto si esprime chiaramente con una scelta molto semplice dei disegni perché il messaggio non sia offuscato da una estetica sempre un po’ ingombrante. Davanti alla proiezione ci sono, a terra, le “cose” prodotte dall’uomo: oggetti d’uso e non, pezzi di materiali, di computer, di roba artificiale che occupa lo SPAZIO a disposizione. Quando ho creato quest’opera, il 2022, la BIOMASSA era scesa al 6%. Cioè, tutto ciò che è ancora presente di naturale, ha questo volume. Il resto è ROBA creata da noi: ROBA NOSTRA.
Gillo Dorfles in un saggio del 1968, “Estetica ovunque“, pone all’attenzione la speciosità della dicotomia tra “ARTIFICIALE” e “NATURALE”. Inserisce nella discussione l’interessante argomento per cui tutto ciò che è creato dall’uomo è comunque “naturale”. Ovviamente la dissertazione è incisiva e ampia, va letta con attenzione. Personalmente, non mi trovo d’accordo, ma ancora non ho terminato il libro. Vedremo.
Un altro link molto interessante è questo: https://anthropocene.mast.org/Fotografia, Cinema, realtà aumentata e Ricerca Scientifica sono i protagonisti di questo magnifico evento Artistico, prodotto nel 2019-2020.
Tecnica e Vendita
L’installazione è composta da un filmato elaborato con Computer grafica e tecnica di video digitale che si sono unite per creare un messaggio con gli animali disegnati della preistoria, mentre La scritta “Desiderare meno, Amare di più” è un invito dell’artista per un possibile cambiamento. Sotto il filmato sono ammassati rifiuti e creazioni artificiali dell’uomo.
L’opera è stata richiesta per un museo della diversità, ma è disponibile per essere mostrata in altri eventi. L’artista è a disposizione al contatto E-mail ekart.arte@gmail.com per ulteriori informazioni.