LA FORMA DEL DISSENSO

LA FORMA DEL DISSENSO

Ci possono essere giorni sicuramente migliori per iniziare a fare qualcosa di utile. Giorni in cui non ci sono “guerre così importantida conquistare un posto nei quotidiani nostrani, o quelli in cui l’acqua è ancora a disposizione dei “paesi ricchi, per cui non occupa un posto nei quotidiani nostrani…..
Ma non ci sono, questi giorni.

Ho deciso dunque di realizzare un blog, in questo momento, nel tentativo di unire l’Arte (o come direbbe A. Warhol: l’”arte arte“) all’argomento sociale (vedi sopra) ed alla sua comunicazione, tramite una visione di diversa autonomia che unisce appunto questa pratica a chi genera arte. Magari avvicinando un pubblico maggiore al CONTEMPORANEO, perché applicato al reale.

Una parola sicuramente abusata, ARTE CONTEMPORANEA. Perché si perde di vista spesso il significato di questo termine, inglobando tutto ciò che già esiste nell’arte classica e nell’arte moderna in chiave attuale: come l’arte che si fa “nuova” sul vecchio.
Nuove interpretazioni delle tecniche applicate alle produzioni precedenti. Con pessimi esempi: ricicli di eleganti statue antiche in chiavi di lettura diverse (che barba che noia), o le avanguardie riciclate degli anni 70, l’art brut, l’arte astratta, l’arte metafisica, il segno, il vuoto.
Eppure abbiamo esempi in chiave innovativa, che con il loro utilizzo creano composizione di visione contemporanea (vedi il grande Pistoletto).

È più facile, forse, creare una mostra realizzata su un mezzo tecnico conosciuto? Perché continuiamo a vedere sempre i soliti noti nelle grandi mostre? Ed è questo il motivo per cui, con una solida base di richiamo a correnti già conosciute, gallerie meno note si riservano produzioni senza sorprese e quindi senza contemporaneità?

Ma soprattutto, perché una ARTE di difficile lettura?
L’Arte Contemporanea dovrebbe (DEVE) rispecchiare ciò che viviamo al momento, avere un impulso di appartenenza, di coesione, di coinvolgimento. Un gesto innovativo, anche estemporaneo, una breccia verso l’ignoto, una profonda attualità.

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Pur essendo io un artista (semi)sconosciuta, un minimo ingranaggio in un grande meccanismo, esprimo il mio pensiero personale su un sistema che io sento troppo autoreferenziale e che mal si dispone, sdoganando qualunque gesto scioccante.

Invito tutti coloro che leggono ad intervenire in questi articoli, a dire la loro. Questo perché credo nel contraddittorio e quindi spero nella reazione di artisti/e come me che vogliono esprimere il loro pensiero o addirittura creare nuovi modi espressivi plurali.