“Il corpo della donna è un tempio antico, un luogo sacro dove tutti possono vivere uno spazio vitale. La Sua Purezza è nell’Essere, senza pieghe nascoste, la Sua Presenza costante, mai ingombrante; ella occupa uno spazio infinito senza riserve di contaminazioni. In un mondo in bianco e nero spicca come il colore Rosso: o lei è bersaglio o lo spazio si fa nemico. Noi siamo lei, quella larga parte di umanità che crea mondi alternativi, in cui la poesia e l’umana bellezza sono sovrani, dove non ci sono prigioni per il pensiero condiviso, né per la LIBERTA’ della disuguaglianza.”.
Ekart
Chi o cosa decide che tu sia donna? Non è dato saperlo. Puoi esserlo fisicamente dalla nascita o esserlo successivamente. In questo caso, il corpo della donna è quello che nell’immaginario collettivo è portatore di vita, è come la Madonna: mansueta, familiare, bonaria, un vero angelo del focolare. Allora, perché, se questo stereotipo è andato avanti fino ad ora, gli uomini feriscono le donne fisicamente, mentalmente, ne tarpano le capacità umane, fisiche, psicologiche e comportamentali? Dal momento in cui le suffragette alzarono la testa, tutto questo è peggiorato. Non nato, non nuovo. Peggiorato. Più le donne si sono prese lo spazio (fisico e mentale) che è loro di diritto, più le azioni degli uomini sono diventate muscolari, fisiche e di potere.
La discriminazione sessuale porta ad una valutazione sempre sminuente della donna, intesa fisicamente come una “appendice” dell’uomo, perchè, come ha giustamente sottolineato Michela Murgia, la società nasce e progredisce con il mito “dell’uomo bianco eterosessuale”.
In questo bell’articolo di Elisabetta Moro, “Femministe, come Michela Murgia“, è ben descritto l’atteggiamento politico e di ferma posizione a sostegno del femminismo intersezionale della scrittrice, con analisi puntuali della società passata e presente. Il libro “Stai Zitta“ appunto di Michela Murgia, esprime parole e concetti da stampare sulle magliette, per i più giovani, da fare dei meme perenni.
Grande Michela, non ci sei più nel corpo ma continui a vivere nell’etere, nella parola, nel web, ovunque.
Un film particolare, di un produttore indipendente, “Dio è donna e si chiama Petrunya“, regia di Teona Strugar Mitevska. Questo film è del 2019, scritto diretto ed interpretato da donne. Scava nella tradizione maschilista, che copre sia religiosamente che socialmente la discriminazione sessuale, in contesto sicuramente arcaico e poco evoluto, ma non per questo giustificante del fatto, che è realmente accaduto.
Guardatelo, è una commedia amara.
La Purezza e la Presenza accompagnano la mia interpretazione: Purezza nell’essere, senza pieghe nascoste, Presenza costante, mai ingombrante.
Elaborazione digitale di fotografie di EKart. Il soggetto è la Donna. Come azione ARTIVISTICA io denuncio la discriminazione sessuale.
La Purezza e la Presenza accompagnano la mia interpretazione: Purezza nell’essere, senza pieghe nascoste, Presenza costante, mai ingombrante.
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Progetto “Feminin” Serie di 15 immagini dedicate alla DONNA.
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Tecnica e Vendita
La tecnica digitale è creata ex novo per l’esecuzione dell’immagine risultante , variando alcuni parametri nella elaborazione della fotografia, sempre originale di proprietà dell’autore. Su alcuni quadri, di misura 100*70 o similiari, viene applicato uno strato di pittura o inserito un elemento fisico. Ogni quadro è una opera UNICA CERTIFICATA. Non si stampano altre copie una volta venduta l’opera. L’artista è a disposizione al contatto E-mail ekart.arte@gmail.com per ulteriori informazioni e vendita.
“Io penso che questo governo sia fascista. Lo penso dalle scelte, dalle decisioni che sta prendendo. cioè controllo dei corpi, controllo della libertà personale, discriminazione delle comunità già discriminate che stavano riuscendo a ottenere dei diritti. Una certa impostazione ideologica che inevitabilmente ripercorre cose che abbiamo già visto. Ma voi vi aspettate che il fascismo vi bussi a casa con il fez la camicia nera e vi dica: “Salve, sono il fascismo, questo è l’olio di ricino“? Non accadrà così. Noi abbiamo visto i fascismi nascere da situazioni non democratiche, non abbiamo mai visto sorgere il fascismo da una DEMOCRAZIA: crediamo che la Democrazia ci protegga proprio perché è democratica. Il passaggio è l’autoritarismo che passa dentro ai codici della democrazia e conduce agli stessi risultati che otterrebbe il fascismo con la violenza.
Quello che ci fotte nella democrazia è che consente tutti i conflitti, persino quello che mette in discussione il sistema democratico.
Tutto il testo precedente è frutto di una video intervista a MICHELA MURGIA che potete trovare su facebook, nel canale de “La Stampa“. Questo il LINK.
Il materiale che ho voluto usare per La Democrazia è volutamente nobile, ossia la ceramica; in essa si muovono i colori che sottolineano con la loro presenza, la totale inclusività del concetto rappresentato.
La Democrazia si erge al di sopra del monolite nero, il fascismo, che è base della gabbia, ed entrambe sono inizialmente chiuse nelle maglie della cattiva Politica.
Quando la gabbia si dissolve, la libertà del pensiero si espande e vola la Democrazia, lasciando guano sopra il basamento.
“La Democrazia ed il fascismo” di EKart
Opera “La democrazia ed il fascismo”, di EKart, dedicato a michela murgia “istruzioni per diventare fascisti”
Tecnica e Vendita
L’opera è costituita da due parti, una in ceramica l’altra in derivati plastici. Sono unite da una gabbia in ferro. Misura circa 27x27x64 cm, la ceramica è colorata a freddo con una tecnica personale. La sua esecuzione è durata circa 4 mesi. Il supporto della base è in legno. La sua progettazione è stata dettata dallo spirito del dissenso, proprio dell’artista. E’ un’opera unica e certificata. L’artista è a disposizione al contatto E-mail ekart.arte@gmail.com per ulteriori informazioni e vendita.