3. Artivismo#1
Artivismo, dunque. Il sottotitolo del libro del professor V. Trione “Artivismo: Arte, Politica, Impegno”, che io consiglio caldamente a tutti coloro che si interessano di arte, ben definisce i tre campi con cui io ritengo un artista d’oggi dovrebbe confrontarsi: ARTE (non diamola per scontata), POLITICA, IMPEGNO.
L’artista dovrebbe recepire tutto ciò che normalmente un essere umano non arriva a sentire più a causa delle sollecitazioni economiche e della azione (Stimoli! Stimoli! Stimoli!) perdendo quindi i tempi della meditazione, dello studio e della lentezza. Egli, messo di fronte alla realtà, se si pone con l’animo aperto, senza chiusure culturali, senza regole prefissate, senza scopi edonistici, può trovare l’ispirazione per la creazione di un atto performativo o tangibile: esplora e scopre materialmente manufatti d’arte che impattano e sortiscono presupposti per un miglioramento mentale e quindi materiale della società tutta.
L’arte è politica, e chi decide di non fare politica con l’arte ha già compiuto un atto politico. Quindi l’arte sociale non è arte di second’ordine alla arte pura, ma ne è, a mio parere, il compimento finale. Un atto creativo è SEMPRE un atto politico.
Io credo che la spinta innovativa data dagli artisti sociali contemporanei sia forse superiore a quella di chi ha iniziato già nei primi del Novecento. Ovviamente non sono tutti ma sono tanti, coloro che veramente “si sporcano” l’anima ed il corpo partecipando attivamente alla nascita di un atto creativo “politicizzato” efficace.
Pensando al Novecento, il primo atto di questo tipo che sicuramente si percepisce di forte impatto politico e di sostanziale effetto sull’opinione pubblica è “Guernica” di P. Picasso.
Tanti conoscono il quadro, pochi sanno che Picasso ha risposto ad una richiesta di “intervento artistico” dei repubblicani spagnoli, compiendo un’azione con audacia inconsueta in una lotta per la libertà che stava mietendo vittime su tutti i fronti.
In questo particolare caso, Guernica fu bombardata come atto intimidatorio dalla Luftwaffe. Sono morte in molti, sterminati dalle bombe sganciate dagli aerei tedeschi, presenti nel quadro.
Era perlopiù una città di civili, e lo si legge nel dipinto, dove vediamo donne, bambini e uomini a terra.
In tempi non facili, un artista si è messo di fronte ad un atto politico prorompente, prendendo le parti di una delle due maggiori rivendicazioni allora insistenti in Spagna. L’altra erano i Nazionalisti. Ma che si sappia, non è stato chiesto a nessun artista di tale fede di creare un’opera d’arte di tale entità a gloria dei suoi appartenenti.
C’è da dire che un artista è emblematico di un’altra parola: LIBERTA’. Difficilmente si troverà dalla parte opposta a questa linea. L’Artivismo continua….
