Sotto le feste, ci sta inserire anche un articolo più leggero, seppure istruttivo.
Al TED Prize 2021, un artista/curatore di grande spirito ed inventiva, Shea Hembrey ha piacevolmente stupito il suo pubblico con una interessante relazione.
Il suo tema era questo: “Come si organizza una mostra d’arte internazionale con opere di 100 artisti diversi?”
Se sei Shea Hembrey, inventi tu stesso tutti gli artisti e le opere d’arte, dalle installazioni all’aperto su larga scala ai piccoli dipinti disegnati con un pennello monociuffo. Guarda questo divertente e sconvolgente intervento per vedere l’esplosione di creatività e la diversità di competenze di cui è capace un singolo artista”.
Se vai alla pagina del link sopracitato (basta cliccare sopra “Guarda”), potrai leggere quanto detto nel video con una trascrizione momento per momento della chiacchierata con la quale Shea espone la sua idea di “biennale d’arte” intitolata SEEK.
Il punto di maggiore stupore è mostrarti che in due anni questo artista, che risponde esattamente alla mia idea di artista (non conforme, duttile, multimateriale, multi-progetto, decisamente aperto e duttile), ha creato cento opere, di cui alcune davvero interessanti, non per passare il tempo, ma per fare qualcosa di significativo nell’arte, per stupire, innovare con tutte le tecniche che lui sa usare, dal pennello alla video art, alle installazioni.
In questa azione questo bravissimo artista è uscito dai binari del sistema dell’arte ed ha creato un percorso inverso: si è creato da solo un evento importante, ha creato cento opere ed ha suscitato l’interesse del mondo commerciale artistico.
Ho preso questo fatto come una iperbole, ma l’azione ha un senso. Significa che gli artisti se volessero potrebbero dettare il percorso che vogliono seguire, e non PAGARE per farlo. Ovviamente non parlo per tutti, parlo per coloro per cui vale la pena l’emersione, come quello citato sopra.
Le gallerie d’arte sono indispensabili, certamente. Una persona amante dell’arte ed in possesso della necessaria pecunia non può andare al museo e chiedere di acquistare un pezzo di arte contemporanea. Diventerebbero negozi commerciali, cosa che non è e non deve essere. Adoro i musei perché permettono a tutti di poter vedere e vivere l’arte tutta. (Aggiungo però che a tutt’oggi perlomeno in Italia il biglietto dei musei è lievitato come il pane, ma buono non è)
E’ altresì vero che le gallerie d’arte, quindi, sono indispensabili e non sono mecenati: hanno bisogno di entrate. Il problema è che la maggior parte crea un percorso espositivo basato sul pagamento di FEE di ingresso. Con la promessa di una paventata esposizione in mezzo a cento altri artisti, dove non ti vedrà nessuno.
Fate caso a ciò che accade: la maggior parte degli eventi vengono creati (letteralmente) da artisti che pagano per poter presenziare ad eventi per i quali gli organizzatori si prendono un primo importo per la partecipazione ed in seconda istanza una percentuale sul venduto. (ovviamente non faccio di un erba un fascio, e so che ci sono gallerie serie. Che però hanno criteri diversi per sfruttare l’artista….).
Non solo è probabile che durante la mostra non succeda nulla, ma rischiate di mischiare la vostra arte, magari buona, in mezzo a pezzi dal profilo basso.
Occuparsi d’arte è diventato di moda per molti al solo scopo di irretire artisti che magari non sono in grado di fare del buon marketing, non conoscono nessuno e quindi pensano che pagando cifre da due a tre zeri riescono a vendere le proprie opere ed ha farsi un nome.
Niente di più sbagliato. Ma ne parleremo più avanti.
Adesso, per concludere questo argomento, linko qua una meravigliosa chicca del programma “L’Ottavo Nano” di Serena Dandini, grande produttrice, scrittrice e conduttrice di veri programmi alternativi alla programmazione dell’epoca.
Parliamo del 2001 e precedentemente dello spettacolo “Pippo Kennedy show” del 1997 (in questo video Neri Marcorè ci presenta uno sfigatissimo novello sposo…).
Con un grandissimo Corrado Guzzanti che fa il verso ad un reale venditore che commerciava in opere d’arte su una televisione privata, vi propongo il primo, del 1997, ed a seguire il secondo, del 2001.
Buon 2025! Auguri per una pace diffusa!
